
MI CHIAMO VALENTINA
25 Novembre 2023
NUOVO PRESIDENTE ANVU REGIONE ABRUZZO
25 Novembre 202325 Novembre 2023
VIDEO STREAMING DELLA DOTT.SSA LAURA VOLPINI
Nella celebrazione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne il nostro pensiero e la nostra vicinanza va a tutte le donne vulnerabili, a quelle che subiscono violenze psicologiche e fisiche e alle vittime di tragedie assurde e inaccettabili, donne che hanno perso la vita nella maggior parte dei casi per mano dei loro partner o di ex, un triste fenomeno in crescita nel 2023.
Come prima donna alla presidenza nazionale dell’ANVU, associazione che da 42 anni rappresenta le istanze della categoria, avevamo organizzato, per questa giornata, un evento in presenza ad Arezzo dal titolo “violenza contro le donne eziologia e strategie di intervento e prevenzione” con la professoressa Laura Volpini, psicologa giuridica forense, criminologa e docente alla Università La Sapienza di Roma, evento che siamo stati costretti ad annullare a causa del covid che l’ha colpita.
Considerata l’importanza di questa tragica tematica intendiamo raggiungere il maggior numero di persone possibili, nella speranza di sensibilizzare tutti ad una vera educazione alla prevenzione di ogni forma di violenza, pubblicando anche un breve video che la stessa Professoressa Laura Volpini ha realizzato per la ricorrenza ed un cortometraggio di controchiave, con la regia di Laura Aluisi, realizzato da Massimo Mancini, dal titolo: “Mi chiamo Valentina”. (GUARDA IL CORTOMETRAGGIO)
Ma come potrebbe la polizia locale contribuire a formare la cultura della “non violenza” in generale e contrastare la violenza di genere?” Quale ruolo? Quali strumenti?
Mi piace ricordare a tutti che la polizia locale è stata il primo organismo di sicurezza che ha visto entrare tra le proprie file il personale femminile, valorizzando la donna nell’ambito di una professione che agli inizi era considerata ad appannaggio dei soli uomini. Possiamo dire con soddisfazione che questa storica scelta ha dato un forte contributo all’abbattimento di una barriera culturale che sembrava invalicabile, oggi le donne fanno parte a pieno titolo di tutte le forze di polizia compresa la polizia locale e dell’esercito.
La sensibilità delle donne in divisa ha migliorato la capacità di percepire il disagio sociale e, anche il disagio di donne maltrattate che hanno trovato il coraggio di confidarsi con agenti dello stesso sesso il cui compito principale è stato storicamente quello di garantire la buona convivenza sociale.
La polizia locale svolge storicamente un ruolo di polizia di prossimità, assicurando ai cittadini una civile convivenza nella loro quotidianità. Per questo motivo la polizia locale rappresenta un avamposto nella lotta alla violenza di genere per la capacità di interrelazione con le famiglie, i bambini, le donne nei luoghi dove si svolge la loro vita quotidiana.
A fronte di questo grande impegno per la prevenzione dobbiamo purtroppo constatare che i cosiddetti reati da “codice rosso” non sono diminuiti, anzi le cronache degli ultimi giorni riportano dati allarmanti e un aumento delle vittime di femminicidio.
Questo ci invita ad avere una maggiore attenzione ed un impegno speciale nel saper cogliere tutti quei segnali di allarme che non sono palesi ma nascondono situazioni di degrado psicologico e fisico e gravissimi drammi familiari.
Prendiamo atto, del resto, del maggior rigore delle leggi che si sono susseguite nel tempo per il contrasto di questo aberrante fenomeno e apprezziamo l’intenzione del legislatore di fornire nuovi strumenti alla magistratura e alla polizia per consentire interventi che auspichiamo siano finalmente efficaci.
Ma le leggi da sole non sono sufficienti a contrastare efficacemente il fenomeno, credo sia oggi più che mai necessario un cambiamento culturale che passi attraverso la famiglia, la scuola e la società civile e dove la parola violenza sia considerata per quello che in effetti è. ovvero un comportamento “vigliacco” nei confronti di tutti coloro che non riescono o non sono in grado di difendersi, di contrastare l’azione di violenza fisica o psicologica.
In tutti gli eventi di violenza, le vittime non sono solo quelle che subiscono” le azioni criminali, ma anche le loro famiglie, i loro amici che subiscono traumi psicologici gravissimi che incidono sulla loro vita presente e futura.
PER TUTTE LE VITTIME DESIDERO QUI RICORDARE “GIULIA CECCHETTIN” LA SUA FAMIGLIA E QUELLA DEL SUO CARNEFICE, VITE DISTRUTTE E DESTINI SPEZZATI PER SEMPRE.
Mi piace concludere con alcune citazioni assai significative di alcuni grandi della nostra storia e del nostro tempo:
“La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna ma soltanto distruggerla”Benedetto Croce, filosofo, storico, politico italiano”
“Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società” Rita Levi Montalcini
Il Presidente Nazionale ANVU Silvana PACI





