
RIFORMA POLIZIA LOCALE: COMUNICATO CONGIUNTO
20 Febbraio 2022
OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE
23 Febbraio 2022IL MINISTERO DELL’INTERNO SI È DIMENTICATO DELLE FAMIGLIE DEGLI ADDETTI DI POLIZIA LOCALE MORTI.
I coniugi, i figli, i genitori od i fratelli e le sorelle degli addetti di Polizia Locale DECEDUTI a seguito del contagio da COVID-19 durante il servizio non si aspettavano di sentire chiamati eroi i loro congiunti, come avviene per il personale sanitario, ma almeno di avere un riconoscimento concreto a questo loro immenso dolore al pari dei famigliari dei Carabinieri, degli addetti della Polizia di Stato, dei Finanzieri e delle Guardie Carcerarie SI.
E INVECE NO: i famigliari degli addetti di Polizia Locale morti a seguito del contagio del virus COVID-19 verificatosi durante i controlli anti-assembramento e delle attività economiche disposti dalle Prefetture e dai Comuni per contenere, contrastare e gestire l’emergenza pandemica sono stati abbandonati a loro stessi, anche economicamente, e NON sono stati inseriti, nonostante il Decreto Legge n° 73/2021 ne lasciasse gli spazi, tra coloro che potranno beneficiare di un contributo economico straordinario di 25.000 EURO come invece sarà per i famigliari delle Polizie ad ordinamento Statale a seguito di un Decreto Ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 17 febbraio 2022.
Come spieghiamo ad un figlio minore di un addetto di Polizia Locale deceduto per COVID-19 che la vita del suo papà vale meno di quella del papà di un suo amico che fa il Poliziotto o il Carabiniere?
Anzi, a ben vedere, non solo la vita del suo papà addetto di Polizia Locale vale meno, ma per il Ministero degli Interni che attraverso i suoi Prefetti lo ha mandato a fare i controlli sulle strade per contrastare l’avanzamento della pandemia tale vita NON VALE NULLA.
I soldi non faranno resuscitare chi è deceduto e la Polizia Locale continuerà a piangere i propri colleghi morti per avere contratto il COVID-19 in servizio ma come ANVU chiediamo, con forza, al Ministero degli Interni e delle Finanze di dare almeno un segnale: è una questione di principio, un piccolo contributo economico ai famigliari di questi nostri colleghi per le indubbie difficoltà economiche che i loro coniugi, i figli, i genitori od i fratelli e le sorelle si troveranno inevitabilmente ad affrontare nel quotidiano dopo che questo servitore della comunità Locale e della Nazione ha sacrificato la sua vita per il bene comune.
Come ANVU chiediamo giustizia e parità di trattamento per i famigliari dei nostri colleghi deceduti: tutto qua.
Il Presidente Nazionale Silvana Paci




