
LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA BOCCIA L’ART: 93 CDS
22 Dicembre 2021
BUON NATALE A TUTTA LA FAMIGLIA ANVU
23 Dicembre 2021Comunicato Stampa Presidente Nazionale ANVU – del 22 Dicembre 2021
Brevi considerazioni in seguito alle recenti modifiche apportate alla bozza del testo di legge di riforma della Polizia Locale.
ANVU prende atto dello stravolgimento operato al testo della legge di riforma della Polizia Locale d’Italia, dichiarandolo altamente contrario agli interessi della categoria e, come tale, irricevibile.
Dopo un lungo lavorio in cui si era giunti a una proposta non perfetta, ma in ogni caso condivisibile, da considerarsi quale primo importante passo in avanti per una riforma seria ed effettiva della Polizia Locale d’Italia, giunge proprio ieri la (solita) “doccia fredda” alla quale gli addetti ai lavori sono ormai abituati da anni; doccia fredda perpetrata dalla solita mano ministeriale, perennemente determinata a far scadere verso il basso, quella che ancor oggi forse le appare come “l’eterna rivale”, per non dire “nemica”, verso la quale dover nutrire una sorta di “rancore”, neanche fosse una categoria da contrastare e a cui “schiacciare la testa”.
Una Polizia Locale che chiede solo di poter lavorare con tutte le garanzie degne di un Paese civile, considerato che con altissimo senso di responsabilità e di sacrificio anche personale dei suoi agenti, porta sempre più acqua al mulino della Sicurezza e dell’Ordine Costituito.
Una Polizia Locale la cui unica colpa è quella di far molto spesso bella figura nella ormai interminabile serie di interventi che da nord a sud, da est a ovest, si susseguono sempre più frequenti e nelle materie più disparate, un tempo appannaggio solo di pochi: droga, criminalità, prostituzione, reati efferati, infortunistica stradale di alto livello, per citarne solo alcuni.
Forse è questo “emergere” che infastidisce la “concorrenza” inducendola a contrastare l’ingresso di nuove risorse nella compagine delle Forze dell’Ordine per combattere il crimine, perché diversamente non si riuscirebbe a comprendere il motivo di tale e tanta avversione.
Allora se il problema è la Polizia Locale, che la si sciolga definitivamente così com’è avvenuto con il Corpo Forestale dello Stato. Se la funzione di Polizia con la “P” maiuscola è solo dello Stato, allora se ne occupi davvero solo lo Stato a 360° e non chieda, così come continuamente avviene, continue collaborazioni esterne da parte di istituzioni – la Polizia Locale, appunto – ritenute in fondo “inutili e dannose”.
A tutti gli sforzi fatti fino ad oggi per ottenere quei diritti che la stessa Unione Europea ha dichiarato non essere corrisposti alla nostra categoria, non è possibile rispondere con quel testo unificato e brutalmente “rimaneggiato”.
ANVU da sempre sostiene che per avere una buona legge per la Polizia Locale, sarebbe molto più rapido, sicuro e efficace il percorso di modifica della legge n. 65 del 1986; un percorso “a costo zero”, pulito, lineare, sobrio e adeguato che tuttavia il legislatore si ostina a non voler intraprendere.
Oggi, TUTTI INSIEME, dobbiamo dire BASTA!!! Basta di utilizzarci come manovalanza senza diritti da usare alla bisogna; basta di coinvolgerci e di illuderci; basta negarci i diritti e le tutele che spettano alla nostra categoria per “diritto naturale”, come anche sancito dall’Unione Europea.
Dobbiamo dire NO al nuovo testo unificato il cui unico intento sembra solo quello di voler riportare indietro la Polizia Locale agli anni che hanno preceduto la legge 65 del 1986.
Il Presidente Nazionale ANVU Silvana PACI




